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Truffe fiscali e false multe: riconoscere i messaggi fraudolenti dell’Agenzia delle Entrate
Team sicurezza URLVIS · Ultimo aggiornamento: 26 agosto 2026
Le truffe che imitano l’Agenzia delle Entrate o gli organi di accertamento delle multe sfruttano due meccanismi psicologici opposti ma ugualmente efficaci: la promessa di una somma da riscuotere (rimborso fiscale) e la paura di una sanzione crescente (multa non pagata o verbale di contestazione). Il rimborso fiscale è un evento reale e atteso da milioni di contribuenti italiani, soprattutto in periodi successivi alla dichiarazione dei redditi o alla presentazione del modello 730 e Redditi PF. L’email o il SMS fraudolento imita la grafica del portale dell’Agenzia delle Entrate e annuncia un rimborso preciso — ad esempio 247,30 € — per rafforzare la credibilità. La richiesta di inserire il numero di carta per «ricevere il rimborso» è però un segnale di allarme assoluto: l’amministrazione fiscale non procede mai a bonifici su dati bancari trasmessi tramite un link non sollecitato. Le truffe alla falsa multa funzionano all’opposto sulla paura: un SMS segnala che una multa per divieto di sosta, un verbale radar o una contravvenzione su mezzi pubblici è rimasta impagata, con una maggiorazione imminente. Il link conduce verso una pagina che somiglia al portale dell’Agenzia delle Entrate o dell’Istituto Polizia Tributaria, ma appartiene a un dominio fraudolento. In entrambi i casi, il meccanismo sottostante è identico: raccogliere i dati bancari completi o i codici di accesso alle credenziali dell’utenza, per poi utilizzarli per transazioni non autorizzate o per un furto d’identità fiscale, consentendo ad esempio di dirottare futuri rimborsi verso un conto diverso. Il gesto protettivo è sempre lo stesso: accedere alla propria area riservata sul portale dell’Agenzia delle Entrate digitando direttamente l’URL, e verificare se il rimborso o la multa in questione è effettivamente presente. Se il messaggio non corrisponde a nulla nel proprio cassetto fiscale, è sicuramente fraudolento.
Come riconoscerla
- Verificare sempre nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate (servizionline.agenziaentrate.gov.it) se un rimborso è effettivamente a proprio credito. L’amministrazione fiscale italiana notifica i rimborsi direttamente nella propria scrivania telematica, mai esclusivamente con un SMS contenente un link di pagamento esterno.
- Ispezionare il dominio della pagina di pagamento: il portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate è servizionline.agenziaentrate.gov.it e quello delle multe è pagamentimulte.agenziaentrate.gov.it. Qualsiasi altro dominio — anche visivamente simile — è fraudolento.
- Ricordare che nessun rimborso fiscale richiede l’inserimento del numero di carta di credito: i rimborsi vengono effettuati tramite bonifico sul conto bancario associato alla dichiarazione dei redditi, oppure mediante assegno. Se si richiede la carta, è una truffa.
- Esaminare il livello di dettaglio della presunta multa: un messaggio fraudolento raramente menziona il numero di verbale preciso, il luogo esatto dell’infrazione o il codice di identificazione del verbale — informazioni che l’Agenzia delle Entrate e le forze dell’ordine indicano sistematicamente nei propri avvisi ufficiali.
- Diffidare dei termini artificialmente brevi: formulazioni come «maggiorazione entro 24 ore» o «rimborso in scadenza domani» mirano a impedire ogni verifica indipendente. I termini legali di pagamento sono chiaramente stabiliti dalla legge e non variano a seconda di un SMS.
- Controllare il metodo di pagamento richiesto: le multe governative in Italia si pagano esclusivamente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, bollettino postale o con PagoPA. Qualsiasi pagamento in criptovalute, buoni regalo o bonifico su conto estero è fraudolento.
- Attenzione alle richieste di dati superflui: pagare una multa o ricevere un rimborso non richiede mai il codice fiscale inserito insieme alla carta, il numero del documento di identità, lo scan del passaporto o il PIN della Postepay. L’inserimento di più dati contemporaneamente è un chiaro segnale di phishing.
- Verificare l’indirizzo email completo del mittente: le comunicazioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate utilizzano indirizzi che terminano con @agenziaentrate.gov.it — mai indirizzi di provider gratuiti o domini generici.
- Non fidarsi dei codici QR inviati per SMS per il pagamento delle multe: i QR code ufficiali sono presenti esclusivamente sul portale dell’Agenzia delle Entrate dopo l’accesso autenticato, mai allegati a messaggi non sollecitati.
- Considerare il contesto: un SMS che arriva durante la stagione delle dichiarazioni dei redditi o subito dopo un controllo di polizia stradale può essere tempestivamente credibile, ma il timore non deve sostituire la verifica diretta sul portale ufficiale.
Esempi concreti
Gli esempi seguenti sono solo illustrativi. Non si riferiscono ad alcuna persona, marchio o organizzazione reale ed esistono solo per mostrare lo schema della truffa.
Esempio fittizio — Falso rimborso Agenzia delle Entrate via email
Esempio fittizio — Agenzia delle Entrate: «Gentile contribuente, è stato accertato un credito di 247,30 € a suo favore. Inserisca i dati della carta per ricevere il bonifico entro 48 ore: rimborso-agenzia-entrate.example.»
Esempio fittizio — Falso SMS multa per divieto di sosta
Esempio fittizio — «Avviso di multa: contravvenzione n° VE2025-88142 per divieto di sosta non pagata. Montante maggiorato: 135 €. Eviti la notifica esecutiva pagando entro 24 ore su pagamenti-agenzia-entrate.example.»
Esempio fittizio — Falso verbale radar con pressione temporale
Esempio fittizio — «Aviso ufficiale: infrazione di velocità accertata il 14/08/2025 sull’A1. Multa iniziale: 68 €, maggiorata a 180 €. Regoli prima della scadenza su multe-radar-pagamento.example.»
Esempio fittizio — Falso avviso di pagamento con credito fiscale
Esempio fittizio — «La sua dichiarazione 730 presenta un errore che le dà diritto a un rimborso di 412,60 €. Per ricevere l’importo, confermi la sua identità inserendo codice fiscale e dati carta su rimbors0-entrate.example.»
Fonti
Canali di segnalazione
- Polizia Postale e delle Comunicazioni: Segnala tentativi di phishing fiscale o multe fraudolente alla Polizia Postale.
- Agenzia delle Entrate: Segnala comunicazioni fraudolente che si spacciano per l’Agenzia delle Entrate.
- CERT-AGID: Segnala incidenti informatici legati a servizi della Pubblica Amministrazione.
- Garante per la Protezione dei Dati Personali: Segnala il furto o l’uso illecito dei tuoi dati personali.
Domande frequenti
Come posso sapere se un rimborso fiscale mi è davvero dovuto?
Accedi alla tua area riservata su servizionline.agenziaentrate.gov.it digitando l’URL manualmente. La sezione «Rimborsi» o la scrivania telematica mostreranno qualsiasi rimborso a tuo credito. Se nessuna informazione corrisponde al messaggio ricevuto, quello è fraudolento.
L’Agenzia delle Entrate può contattarmi via SMS per un rimborso?
L’Agenzia delle Entrate non invia mai SMS contenenti un link diretto a un modulo di inserimento dati bancari per un rimborso. Può inviare SMS di conferma, ma solo per invitarla a consultare la propria area riservata, senza link di pagamento integrati.
Come verificare se una multa è realmente a mio nome?
Accedi al portale pagamentimulte.agenziaentrate.gov.it inserendo l’indirizzo manualmente e cerca per numero di verbale o targa. Qualsiasi multa ufficiale è consultabile. Se nulla corrisponde al messaggio ricevuto, il messaggio è fraudolento.
Cosa devo fare se ho pagato una falsa multa con carta di credito?
Contatta immediatamente la tua banca per segnalare la transazione come fraudolenta e richiedere una procedura di chargeback. Denuncia i fatti alla Polizia Postale conservando tutte le prove: il messaggio ricevuto, l’URL della pagina, la conferma di pagamento.
Un messaggio che menziona il mio numero di verbale è necessariamente legittimo?
No. I numeri di verbale possono essere accessibili da fonti aperte o da database rubati. La loro presenza in un messaggio non ne prova l’autenticità. Verifica sempre tramite il portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate digitando l’URL manualmente.
Come posso segnalare una tentata truffa fiscale?
Inoltra l’email alla Polizia Postale tramite il portale commissariatodips.it, segnala l’URL al CERT-AGID e deposita una denuncia. Se hai fornito dati bancari, avvisa immediatamente la tua banca per il blocco preventivo delle operazioni sospette.
How This Guide Was Prepared
This guide was compiled from publicly available fraud-reporting sources and URLVIS's own multilingual risk taxonomy; an AI-assisted draft was reviewed before publication. It is for general information only and is not legal or financial advice. Spotted an error or outdated detail? Report it to [email protected].